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Accademia Grafologica Crotti di Edvige Crotti

Evi Crotti Internazionale

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ADOLESCENTI SIAMO SOLO NOI O ANCHE VOI ADULTI?

“Ciò che conduce alla distruzione umana del sé è il contatto con la freddezza e l’indifferenza di un mondo che risponde senza umanità ed empatia
Heinz Kohut 1984

 

“È vero che a volte siamo irrispettosi, rifiutiamo le regole, non siamo propensi all’ascolto, non rappresentiamo modelli da imitare perché siamo reattivi, aggressivi e molte volte violenti, poco votati al sacrificio, sotto stimolati andiamo  cerca di esperienze forti per riempire il vuoto emotivo e cercare di sfuggire dalla solutine e dalla depressione.
Alcuni di noi abbandonano la scuola troppo presto per diventare dipendenti da falsi paradisi, da promesse irrisorie; ma ciò è dovuto a sentimenti di abbandono, ci sentiamo orfani, come disse Papa Francesco e non c’è castigo più penoso dell’abbandono!  
E’ allora che ci si aggrega, si fa gruppo alla ricerca di stimoli e sensazioni forti che ci facciano sentire vivi, diventando a nostra insaputa degli eroi negativi”. (leggi tutto)

Un modo inconscio per risvegliare il torpore che si è instaurato nell’adulto/adolescente.
I genitori, distanti emotivamente e troppo presi dalle loro necessità narcisistiche, non forniscono modelli necessari per uno sviluppo sano e educativo. Anzi a volte è proprio il genitore a porsi in rivalità con i figli. Mi dice Marianna: “Sentire mia madre dire a mio padre che l’hanno scambiata per mia sorella provoca in me figlia una forte rivalità e un conseguente distacco da lei,  è come le pesasse essere mamma!
Noi adulti abbiamo confuso la libertà con la licenza, e quindi tutto è permesso persino uccidere per una banale discussione.
D’altronde, abbiamo voluto abolire il “lei” per adottare il “tu”, al fine di apparire più democratici  e ridurre  le distanze; ma in questo modo abbiamo perso quel senso civico ed etico così necessario perché  l’adolescente impari il rispetto.
I modelli che gli adolescenti trovano nel mondo dei grandi non sono sempre coerenti né educativi, per nulla soddisfacenti né utili alla loro crescita.
Una premessa va fatta: ciò che andiamo ad analizzare sono i fatti più eclatanti e conosciuti anche a livello mediatico, e per questo più conturbanti.
L’amore, la corresponsione e il dialogo, che i ragazzi cercano per uscire dal passaggio per nulla facile dall’età dell’adolescenza, deve essere trovato soprattutto nella famiglia, per stabilire una piattaforma che li faccia sentire più sicuri. Occorre trovare del tempo che unisca, una comunione (con-unione) che deve essere il punto centrale tra genitori e figli, per permettere loro di sentirsi uniti, cosa che oggi sembra scarseggiare o addirittura mancare del tutto, sostituita da una pseudo-famiglia: la televisione. Essa, se pur necessaria per essere informati su ciò che avviene nel mondo, diventa invadente e non sempre fonte di stimoli educativi per i giovani.
Come può oggi l’adolescente trovare modelli positivi d’identificazione, basati su un’educazione etica, affettiva e sociale, quando l’adulto ha perso in autorità e in  rapporto affettivo?
Persino il mondo politico afferma di essere a servizio dei giovani, di voler migliorare la loro vita, di ottimizzare l’educazione alzando il livello della scuola, di preparali verso esperienze plurime. La “buona scuola” non è basata solo sulla promessa di un “bonus”, seppur necessario, bensì su regole che differenzino i ruoli evitando una falsa complicità democratica.  
Il mondo politico ha buone intenzioni, ma restano tali se non si concretizzano: bugie giocose che sembrano  ripetere la storia di noi figli con i nostri genitori. Promettiamo di essere bravi figli, di migliorare ogni giorno, di essere diligenti, di impegnarci, ma poi troviamo sempre una scappatoia per fare i furbi, usando anche noi “bugie giocose”.
Quindi il mondo politico, che dovrebbe fare da stimolo per un futuro migliore,  dovrebbe, se pur nella diversità dei ruoli, cercare di proporsi in modo più coerente, insegnando i valori che contano come amore e lavoro.
Se la famiglia è la piattaforma su cui costruire la sicurezza e identità individuale, la società, compresi i politici, dovrebbe costruire maggiori sicurezze sociali: cultura, amore e senso d’appartenenza.
L’adolescente di oggi ha smesso troppo presto di credere nei valori della famiglia, della scuola e della politica, per cui come risultato abbiamo che la violenza nella nostra società è in crescita.
I ragazzi di oggi non temono la morte, perché non appezzano la Vita e, anche solo per un futile motivo, sono capaci di ridurre in fin di vita un amico oppure, come bulli, inducono qualcuno a togliersi la vita (vedi caso Caterina)

 

I ragazzi così ci accusano: “Ma voi adulti siete immaturi forse peggio di noi! La paura di crescere, l’egoismo, la possessività, il timore della solitudine vi hanno indotto a diventare persino “assassini delle vostre donne“ col fenomeno del femminicidio”.
Un’altra trovata, oggi di moda nel mondo mediatico, è lo "stupro subito” che offende chi è stato davvero stuprato, mentre scandalizza perché usato da molte donne come mezzo per reclamizzare se stesse.
Chi è più adolescente? Chi è incapace di essere persona matura e di esempio ai più giovani?
Si è dato troppo spazio al pressapochismo, all’anarchia, al fai da te, ad un “vivi e lascia vivere”, ad un’eccessiva attenzione all’Io corporeo, producendo prima in  noi stessi e poi nei figli smarrimento e confusione.  
Occorre che in chi è posto in autorità ci sia più etica, un po' meno discussione e livore per trovare nella diversità un punto di conciliazione per dare ai giovani il senso dei valori, affinché possano essere protagonisti e non solo spettatori della loro vita.


dr.ssa Evi Crotti
psicopedagogista e scrittrice

Il Giornale.it

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